09
giu 2016

#womenfriendly_2

Continua il nostro appuntamento mensile con #womenfriendly, la rubrica dedicata alle donne che ricoprono un ruolo importante all’interno degli scatolifici nostri associati. Maria Antonietta Vimercati di LA Innovapack S.r.l. e Giuliana Zecchin dello Scatolificio IVI S.r.l. ci hanno dato il loro punto di vista sul tema “donne&impresa”, sfatando falsi miti e stereotipi. 


1) Qual è il tuo ruolo in azienda e da quanti anni ci lavori?

Maria Antonietta Vimercati: "Lavoro nel settore dall’inizio degli anni novanta. Ho iniziato come collaboratrice amministrativa nell’azienda di cui era socio il mio ex marito, poi nel 2000 sono diventata, insieme a lui, socia al 50% di un’azienda solo nostra nella quale sono entrati a far parte anche i nostri due figli. Ho iniziato, così, a seguire anche l’aspetto commerciale: dai rapporti con i clienti, per studiare nuove soluzioni di imballo, ai rapporti con i fornitori, per ricercare strategie commerciali comuni."

Giuliana Zecchin: "Sono responsabile tecnico e delle vendite. Lavoro allo Scatolificio IVI da circa 30 anni."


2) Raccontaci in due righe il tuo scatolificio

Maria Antonietta Vimercati: "LA Innovapack nasce nel 1987 a Pantigliate da tre soci, due imprenditori storici del settore e un tecnico, il mio ex marito, chiamato per risollevare le sorti di un’azienda storica in difficoltà. Dopo un decennio, i soci decidono di cambiare gli assetti societari, così, io e il mio ex marito ci buttiamo nell’avventura di una nuova azienda tutta nostra. Acquistiamo un terreno a Merlino, costruiamo un immobile nuovo e ci dotiamo anche di nuovi macchinari, rivoluzionando un po’ le tipologie di lavorazioni su cui eravamo abituati a puntare: da lavori prettamente di quantità, ma di piccole dimensioni, a formati più importanti che ci hanno permesso di diventare competitivi. Nel 2008 ho rilevato la quota commerciale dell’azienda dal mio ex marito, con il supporto tecnico di mio figlio Stefano, ancora oggi occupato in azienda, anche se con un ruolo decisamente diverso e più importante."

Giuliana Zecchin: "L’azienda è stata fondata nel 1969 da mio padre e da mia madre, quando sono tornati in Italia dalla vicina Svizzera. Siamo tre soci, tutti fratelli. Mio fratello è responsabile dell’area produttiva e si occupa degli acquisti, mentre mia sorella segue gli aspetti amministrativi. Le dimensioni sono ridotte: otto addetti in produzione e due in ufficio."


3) Il settore degli scatolifici è a prevalenza maschile. E’ difficile per una donna lavorare in un mondo di uomini? Perché?

Maria Antonietta Vimercati: "Per quanto mi riguarda, sinceramente, dopo una certa diffidenza iniziale, specialmente da parte dei clienti storici, devo ammettere che mi sono sentita quasi subito “accettata”. Sul fronte dei rapporti con le istituzioni, le banche, ecc... non ho avuto alcuna difficoltà, perchè fin da subito sono stata l’interlocutore principale. Paradossalmente, lo zoccolo duro per quanto riguarda l’accettazione del ruolo di titolare a 360 gradi rivestito da una donna, nel nostro settore, l’ho riscontrato maggiormente tra i titolari di aziende come la mia. Il motivo di questa diffidenza credo sia, più che altro, un retaggio culturale che mi auguro i giovani sappiano riconoscere e superare."

Giuliana Zecchin: "La nostra azienda, a differenza di altre, da sempre ha una presenza femminile molto alta: su 12 dipendenti il 50% è composto da donne... Ed è la percentuale più bassa dalla nascita dell’azienda stessa!"
 

4) Cosa ti piace del tuo lavoro e cosa no?

Maria Antonietta Vimercati: "Mi piace stare a contatto con le persone e mi piace l’aspetto creativo che a volte devi giocarti, ad esempio per supportare il cliente in un percorso di progettazione e ricerca di soluzioni. Non mi piacciono, invece, la competizione all’ultimo sangue, la lotta al centesimo e tutto quello che a volte siamo disposti a fare, in termini di scarsa correttezza, per tutelarci."

Giuliana Zecchin: "Se devo essere sincera, a volte mi piace tutto e a volte nulla. Dipende dal momento e dai risultati. Sicuramente, per formazione, mi piace molto occuparmi dell’aspetto tecnico e della progettazione. Nelle piccole aziende, però, tutti devono essere intercambiabili."


5) Se non lavorassi in uno scatolificio, cosa faresti nella vita?

Maria Antonietta Vimercati: "Sono dei Pesci, quindi ho un’indole creativa romantica. Farei un lavoro artigianale qualsiasi. Mi piace usare le mani per creare o ridare vita agli oggetti, trasformarli. Insomma, tutto ciò che trasmette libertà andrebbe bene."

Giuliana Zecchin: "Non saprei, sono abbastanza soddisfatta della mia vita e del mio lavoro ma, dovendo sognare, avrei fatto la cantante di musica antica o la studiosa di storia medievale."


6) Il tuo scatolificio è diverso perché ...

Maria Antonietta Vimercati: "Non è un ambiente di lavoro tradizionale, in cui c’è una netta distinzione tra chi “comanda” e chi “esegue”. Io non mi vergogno a dirlo, se capita pulisco anche i bagni in azienda. Siamo un po’ una famiglia allargata, spesso mangiamo tutti insieme in mensa, ogni pausa caffè è buona per degustare un dolce o una torta. Ci trattiamo bene, ci sentiamo una squadra."

Giuliana Zecchin: "Siamo tante donne!"


7) Manda un messaggio al settore degli scatolifici

Maria Antonietta Vimercati: "Open your mind! Bisogna avere il coraggio di uscire dall’orticello e mettersi insieme veramente, aprire la mente e le nostre aziende in senso metaforico, non temere che gli altri competitor del settore ci osservino. Solo con la condivisione, in un mondo sempre più globalizzato, possiamo sperare di sopravvivere."

Giuliana Zecchin: "Lavorate per vivere, non vivete per lavorare! A volte, purtroppo, almeno qui in Veneto, sembra che la seconda “filosofia” prevalga sulla prima."


8) In base alla tua esperienza personale, quale luogo comune ti senti di sfatare sul tema “donne e impresa”? Perché?

Maria Antonietta Vimercati: "Il luogo comune che più mi ha infastidito negli anni è quello che accusa le donne di utilizzare “armi improprie” per emergere in ambito professionale. E’ questo che mi sento di sfatare, a nome di tante, tantissime, donne."

Giuliana Zecchin: "Credo di riuscire a sfatare un po’ tutti i luoghi comuni: ho un figlio, ho avuto una famiglia classica e adesso ne ho una allargata, lavoro sia in azienda che a casa. Ed è così anche per le donne che lavorano allo Scatolificio IVI, fra loro molto solidali. Se devo dirla tutta, però, mi sento più un “essere umano” che “di genere femminile” e, in quanto tale, non credo di essere né meglio né peggio di altri."