07
lug 2016

#womenfriendly_3

Rieccoci qui, a presentarvi un altro appuntamento con l’intervista doppia dedicata al tema “donne & impresa”. La parola oggi va a Maria Capitani dello Scatolificio Magnani S.r.l. e a Stefania Montali della Moncartons S.p.a.

 

1) Qual è il tuo ruolo in azienda e da quanti anni ci lavori?

MARIA: Sono titolare factotum insieme a mia nipote. Lavoro nello scatolificio da sempre, dall’inizio degli anni ’80. La mia famiglia ha acquistato l’azienda dal precedente titolare 10 anni prima del mio arrivo.

STEFANIA: Sono uno dei titolari, mi occupo principalmente degli acquisti e seguo i clienti esteri. Ho iniziato a muovere i primi passi in azienda quando ero molto piccola: passavo i pomeriggi dalla nonna, allora era lei che dirigeva l’azienda e 3 figli,  mentre io mi divertivo a scivolare dalle pile di cartone. Ufficialmente sono entrata in azienda all’età di 19 anni, appena terminati gli studi.

 

2) Raccontaci in due righe il tuo scatolificio

MARIA: L’azienda è della nostra famiglia da circa 40 anni. Prima si chiamava “E. Magnani” e sembrerebbe essere stato il primo scatolificio di Parma, fondato nel 1961. Fino a 5/6 anni fa la sede era, appunto, a Parma, poi ci siamo trasferiti nell’attuale stabilimento di Sorbolo, nei primissimi dintorni della città. E’ stato un cambiamento importante perché la nuova sede è fatta davvero su misura per noi, in quanto produciamo imballaggi di dimensioni particolari, su richiesta dei clienti. A oggi lo scatolificio conta 12 dipendenti.

STEFANIA: Lo scatolificio attuale è nato nel 1976, ma già negli anni 50 era attivo presso un’altra sede in veste artigianale.  A detta del mercato, siamo uno scatolificio di medie dimensioni, attrezzato molto bene, con macchinari recenti e di ultima concezione. La nostra produzione è definita “green” in quanto le nostre linee sono alimentate totalmente da un impianto fotovoltaico di 670 KW e perchè siamo in possesso sia della ISO 9001 che della certificazione FSC.

 

3) Il settore degli scatolifici è a prevalenza maschile. E’ difficile per una donna lavorare in un mondo di uomini? Perchè?

MARIA: Il nostro scatolificio, effettivamente, è a prevalenza maschile: i dipendenti sono quasi tutti uomini. Ne conosco, però, altri in cui la distinzione di sesso è molto labile. C’è da considerare che nella zona emiliana tutti gli scatolifici sono gestiti da donne ed è una cosa assolutamente normale.

STEFANIA: No, anzi, direi il contrario. Essendo il nostro settore in prevalenza maschile, trovo sia più semplice per una donna muoversi con destrezza.

 

4) Cosa ti piace del tuo lavoro e cosa no?

MARIA: Mi piace il fatto di dovermi re-inventare tutte le mattine, per rispondere a esigenze e richieste sempre diverse, e mi piace poter entrare in contatto con persone appartenenti a differenti settori, con cui siamo in continua relazione: alimentari, moda, meccanica… Non mi piace, invece, che, essendo un’azienda piccola, a volte riscontriamo limiti nell’avere nuove idee in quanto non abbiamo troppe risorse disponibili.

STEFANIA: Mi piaceva tutto, ma ora è diventato molto più complicato muoversi.  Non mi piace, infatti, la poca considerazione che viene data al nostro settore dal mondo che ci circonda, la mancanza assoluta di quelli che dovrebbero essere i nostri “garanti”. E pensare che senza l’imballaggio il mondo si blocca …

 

5) Se non lavorassi in uno scatolificio, cosa faresti nella vita?

MARIA: Ho sempre desiderato lavorare in una grande azienda. Una piccola mi sta stretta. Però, se devo poter realmente contare sui miei collaboratori, è sicuramente meglio averne una cerchia ristretta, di cui mi fido davvero. Persone che lavorano con me da sempre, dipendenti “storici”.

STEFANIA: Io mi occupo di tante cose. Innanzitutto ho 3 figli e, oltre allo scatolificio, seguo un’altra attività, sempre ereditata dal mio bisnonno, che opera nel settore alimentare. Se non avessi tutto questo, credo occuperei un posto da commerciale perché adoro viaggiare, conoscere posti e persone nuove.

 

6) Il tuo scatolificio è diverso perché …

MARIA: Abbiamo clienti che si rivolgono a noi da 30/35 anni e offriamo dei plus che vengono molto apprezzati: servizio, qualità del lavoro, capacità organizzative, velocità. Anche se, in realtà, sono caratteristiche che tutte le aziende dovrebbero avere per lavorare al meglio. Il nostro plus principale, però, è la capacità di re-inventarci ogni giorno, come accennavo prima.  

STEFANIA: E’ green, produce con energia alternativa e non inquina. E’ uno scatolificio flessibile ed essendosi dotato di un plotter di grandi dimensioni è in grado di gestire campionature di prodotti nuovi alla presenza del cliente. Inoltre, possiamo effettuare prove di BCT ed ECT durante la lavorazione e, di conseguenza, garantire una qualità certificata. Disponendo di magazzini molto grandi siamo in grado di gestire il magazzino per conto del cliente, andando incontro alle richieste just in time. 

 

7) Manda un messaggio al settore degli scatolifici

MARIA: Perché non studiamo insieme la “teoria dei giochi”? Parliamo sempre molto, ma poi facciamo poco. Insieme si potrebbe collaborare di più e ottenere risultati migliori per tutti.

STEFANIA: Cerchiamo di parlarci e di unirci, senza farci la guerra. Non diamo soddisfazione ai grossi gruppi e cerchiamo di rafforzarci puntando sulle nostre peculiarità, che i grandi non riescono ad avere.

 

8) In base alla tua esperienza personale, quale luogo comune ti senti di sfatare sul tema “donne e impresa”? Perché?

MARIA: Non è assolutamente vero che le donne con famiglia non possono lavorare. Io, ad esempio, ho un’attività e sono a contatto con molte donne che, oltre a lavorare, portano avanti la famiglia senza contare sull’aiuto di altri. Non è nemmeno vero che le donne non sono buone manager. A mio parere, questi luoghi comuni sono, purtroppo, ancora diffusi perché, nelle grandi aziende con cui entriamo in contatto, i referenti degli uffici acquisti sono tutti uomini. Quindi, probabilmente, le donne, soprattutto nelle grandi realtà, non vengono ancora considerate a pari livello degli uomini.

STEFANIA: Luoghi comuni ce ne sono tanti. Direi soltanto che se una donna crede nel suo lavoro e ne è soddisfatta, l’impegno che vi dedica è certamente maggiore rispetto a quello di un uomo. Sicuramente, però, una donna che ha famiglia e che vuole anche successo nel lavoro ha fianco un uomo che la appoggia.